"Era un incontrarsi, uno stare insieme in maniera piacevole, senza nessuna pretesa accademica, quello che iniziammo a fare molto tempo fa con alcuni amici e colleghi, solo
per parlare di noi, della nostra vita e della nostra
professione".
A distanza di tempo, abbiamo decisi di allargare i nostri incontri ad altri e da qui l'idea della rivista: una iniziativa che vuole però mantenere quello spirito di
amicizia e di libero scambio che hanno caratterizzato il gruppo, senza preclusione alcuna circa il tema medico-psicologico da sviluppare e la metodologia da seguire.
"Analisi dei Segni" vuole quindi essere un "segno" di incontro, di scambio di idee, di pareri liberi da ogni dogmatismo di scuola e lontana dal presentare certezze,
aperta al dubbio perché è questo che spinge alla ricerca, una ricerca che può percorrere diverse vie per esplorare il magico mondo dei Segni, un mondo dove sono racchiusi
gli indizi che possono indurre l'uomo ad assumere un atteggiamento o ad avere uno stimolo che lo induce a compiere delle azioni assai ben definite.
L'uomo delle origini, a garanzia della propria sicurezza o più semplicemente per sopravvivere, doveva ad ogni istante prestare la massima attenzione ai segni che gli
trasmettevano, con la sola presenza, gli esseri e le cose che lo circondavano.
D'altronde questa è una necessità ancora attuale; oggi come ieri dobbiamo esercitare una continua sorveglianza sui messaggi segnici inviati dal nostro ambiente quotidiano.
E' l'ampiezza del temine "Segno" che è cambiata, che è andata sempre più estendendosi e viene ora adoperato indifferentemente per designare sia oggetti diversi, sia figure
retoriche, sia modalità particolari del pensiero; serve a richiamare immediatamente una realtà importante ma nascosta o solo approssimativamente definibile: in altre
parole, indica una rappresentazione analogica in rapporto all'oggetto considerato, una testimonianza di ciò che è e di cosa sarà.
Il segno è infatti mutevole e segue l'evoluzione dell'uomo assumendo caratteristiche diverse a seconda delle epoche e delle culture; è evidente, infatti, che segni nati
molti secoli fa hanno un significato che si collega ai tempi in cui sono stati creati, per cui oggi, debbono essere nuovamente interpretati, riletti in termini moderni.
Questa interpretazione può lasciare spazio a espressioni non obbligatoriamente concordanti, ma è proprio per questo motivo che ritengo lo studio e l'Analisi dei Segni uno
dei più affascinanti campi d'indagine per chi vuol cogliere alcune di quelle affinità segrete e di quelle leggi oscure che possono oltrepassare la porta della scienza, ma
che, non sono, per questo, meno certe.
Ogni segno è in questo senso, una specie di rivelazione. Ma oltrepassando quella porta, potremmo anche arrivare a formulare l'ipotesi che il segno sia l'Uomo stesso e non
similitudine nella quale ritrovare atteggiamenti da seguire come dicevo poc'anzi; partendo da questo e attraverso un processo introspettivo, sarebbe interessante
riflettere se; il Segno potrebbe essere quindi una realtà che resta sempre una testimonianza, unica, immutabile, eterna.
I Segni ai quali questa rivista intende rifarsi sono allora quelli dell'umanità e lungi dall'arroccarci nel definito e nell'elitario, potremmo cercare di produrre noi
stessi quegli stimoli e quegli atteggiamenti tendenti ad indurre tutti coloro che vorranno accompagnarci in questa esplorazione, ad un corretto e proficuo confronto, base
di ogni ricerca e scoperta scientifica. |
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